Rivoluzione copernicana
La Chiesa adotta la teoria tolemaica come unica spiegazione compatibile con le Sacre Scritture. Per oltre quindici secoli lo studio dell'astronomia entra a far parte della teologia e qualsiasi tentativo esterno viene ostacolato dalla Chiesa con l'accusa di eresia e con la conseguente condanna a morte. Nel quindicesimo secolo il mondo è però in rapida evoluzione e l'ortodossia tolemaica si indebolisce progressivamente con le grandi scoperte geografiche dell'epoca. La scoperta del nuovo continente (America) e delle culture indigene pone in grande difficoltà la tradizionale spiegazione teologica del mondo e del cosmo. Inoltre, il potere commerciale delle nascenti nazioni europee si affranca progressivamente dal potere temporale della Chiesa di Roma
La teoria eliocentrica di Copernico
In questo contesto l'astronomo polacco, Nikolaj Kopernic (Copernico), manifesta forti critiche alla teoria tolemaica. Nel 1514 Copernico viene invitato da papa Leone X al Concilio Lateranense per definire la riforma del calendario. L'astronomo polacco rifiuta però l'invito, giustificando la sua scelta con l'impossibilità di perfezionare il calendario senza aver prima risolto il problema delle posizioni del Sole e della Luna. Copernico intuisce la debolezza della teoria tolemaica in cui la Terra è al centro dell'universo, proponendo al suo posto una teoria eliocentrica in cui il Sole è al centro dell'universo. Pur essendo inquadrata all'interno della teoria tolemaica, a cui Copernico rimanda per determinare le orbite dei corpi celesti, i suoi studi destano grande preoccupazione negli ambienti religiosi. L'ipotesi del Sole al centro dell'universo e la Terra che vi ruota intorno costituisce una evidente negazione di alcuni passi delle Sacre Scritture, in particolar modo quella in cui Giosuè ordina al Sole di fermarsi. Le critiche verso gli studi di Copernico accomunano la Chiesa di Roma e Martin Lutero, quest'ultimo definisce l'astronomo polacco come un pericoloso pazzo. Temendo ripercussioni sulla sua persona, Copernico acconsente alla pubblicazione dei suoi studi nel "De revolutionibus orbium coelestium" soltanto in punto di morte. Dopo cento cinquant'anni dalla morte dell'astronomo la Chiesa accetterà ufficialmente la teoria eliocentrica di Copernico, nel corso della riforma teologica del XVII secolo. Altre teorie, ben più imponenti di quella copernicana, iniziano ad affacciarsi all'orizzonte e la stessa scienza comincia a separarsi progressivamente dalla teologia.
Ciò che è, non solo ciò che appare
Il contributo scientifico di Copernico è importante anche per aver dichiarato la sua teoria come realtà delle cose e non più solo come rappresentazione di ciò che appare.